Sono molto felice del nostro incontro. Il mio cuore batte di gioia nell’incontrare i giovani del Rogate, discepoli di Gesù, operai nella messe del Signore, riuniti a Roma per celebrare insieme l’Anno Giubilare. Siamo tutti, con Papa Leone, successore di Francesco, di Pietro, Pellegrini di Speranza nella messe del Signore, la Chiesa, popolo pellegrino e fedele di Dio.

Nel 2022, in preparazione al 13° Capitolo Generale della Congregazione, ho presentato la proposta di celebrare un Anno Internazionale dei Giovani del Rogate. Alcuni mesi prima aveva portato a termine l’elaborazione del documento della Congregazione: Pastorale Giovanile Rogazionista – Linee Orientative. La proposta di promuovere e realizzare un evento di portata internazionale con i giovani del Rogate sembrava opportuna e stimolante. Si sentiva forte l’esigenza di risvegliare, animare e accompagnare i giovani legati o vicini alle nostre comunità sparse in tantissimi Paesi, proprio perché respiravamo l’atmosfera del Sinodo dei giovani voluto da Papa Francesco.

Nel mio cuore avevo una certezza: volevo lanciare l’idea e altri l’avrebbero realizzata. Infatti, nel Capitolo Generale, che si è tenuto a Morlupo nel luglio 2022, avrei terminato il mio mandato di Consigliere Generale e qualcun altro, solo Dio sa chi, avrebbe portato avanti questo progetto.

Non immaginavo che nel cuore di Dio tutto fosse già stato disegnato. Sarei stato io stesso a promuovere e a realizzare questa iniziativa con il sostegno decisivo e generoso dei confratelli e delle consorelle: Suor Barbara, P. Claudio, Suor. Carolina e P. Jakub, P. Pietro, P. Dario, Suor. Patricia, P. Alessandro, P. Salvatore, P. Reinaldo…(senza di voi non sarebbe stato possibile…). Voi siete le “perle” che ho trovato, pietre preziose delle nostre famiglie religiose, figli e figlie spirituali di Sant’Annibale Maria.

Nel Vangelo di oggi Gesù fa riferimento ad una situazione più o meno comune della vita quotidiana per spiegare i tesori del Regno dei Cieli. Di fatto, in tempi di guerra e conflitti, la gente seppelliva i propri beni più preziosi, i propri tesori e gioielli, e partiva, scappando verso luoghi lontani e sicuri. A volte accadeva che queste persone non dicessero a nessuno dove avevano seppellito o nascosto il tesoro. Spesso queste persone morivano o non riuscivano a tornare nel luogo dove avevano nascosto il tesoro, che finiva per essere trovato casualmente da altre persone.

È proprio partendo da questa situazione concreta della vita che Gesù ci racconta due brevi parabole. Quando troviamo un tesoro, ci rallegriamo e, sorpresi, lasciamo molte cose per poter acquistare e custodire quel tesoro prezioso. Questo tesoro più bello, più prezioso è Gesù stesso. Egli è il nostro tesoro più grande, il bene più prezioso, la perla delle perle.

Siamo qui perché abbiamo scelto Gesù, abbiamo incontrato Gesù, vogliamo Gesù. Ma in realtà è tutto il contrario. È Lui che viene a cercarci e, nell’Eucaristia, si mette nelle nostre mani. A Lui dobbiamo tutto, e nel bauletto del nostro tesoro c’è il carisma del Rogate, un tesoro che lo Spirito Santo ha affidato a Sant’Annibale Maria per arricchire, attraverso le nostre famiglie religiose, tutto il popolo di Dio.

Siamo stati graziati da Dio. Abbiamo trovato, nel cammino della vita, due grandi tesori: Gesù e il Rogate. Gesù ci ha insegnato il Rogate, ci ha preceduti nel servizio alla messe, ci chiama e ci invia. Ora, io e voi, ognuno di noi, siamo chiamati e inviati a portare avanti, custodire e condividere, con la testimonianza della vita, con l’esempio e con le parole, le perle che abbiamo trovato, i tesori e i valori, i beni che abbiamo ricevuto da Dio.

Grazie, Signore, per queste “perle” così belle; aiutaci a condividere con i fratelli e le sorelle i beni così preziosi del tuo Regno. Come Pellegrini di speranza, operai della tua messe, vogliamo ringraziare per questi doni così grandi.

Che santo Annibale e la Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa e Regina del Rogate, ci accompagni in questo incontro che stiamo costruendo insieme. Così sia.